Il progetto si inserisce nelle misure del Bando Siccità 5.1, l’incentivo regionale che sostiene interventi finalizzati alla riduzione dei consumi idrici e al miglioramento dell’autosufficienza energetica delle imprese agricole. Grazie a questo strumento, l’azienda ha potuto compensare fino all’80% dei costi dell’investimento. La scelta del fotovoltaico galleggiante permette di integrare produzione di energia pulita e tutela di una delle risorse più critiche per l’agricoltura siciliana: l’acqua. I pannelli sono stati installati su un pontile galleggiante all’interno del bacino irriguo aziendale. L’effetto raffreddante dell’acqua contribuisce a migliorare l’efficienza dei moduli, mentre la loro ombreggiatura riduce l’evaporazione, con un beneficio diretto sulla disponibilità idrica durante i mesi più caldi.
Il sistema si basa su un ancoraggio su misura, composto da zavorre e cavi in acciaio in grado di assorbire le variazioni del livello e il moto ondoso, oltre che su elementi ammortizzanti e passerelle integrate per garantire accesso e manutenzione in sicurezza.
Per ottimizzare la produzione energetica e assicurare un funzionamento stabile anche in presenza di condizioni ambientali variabili è stata scelta una soluzione basata su tecnologia SolarEdge. L’impianto comprende 164 moduli fotovoltaici dotati di ottimizzatori di potenza e un inverter SolarEdge da 90 kW.
A differenza degli impianti tradizionali, il sistema con ottimizzatori consente a ciascuna coppia di moduli di lavorare in maniera indipendente, migliorando le prestazioni in presenza di ombreggiamenti, detriti superficiali o irregolarità del bacino. Ciò garantisce una resa stabile, anche in un contesto dinamico come quello di un impianto flottante. Un ulteriore elemento strategico riguarda la sicurezza: la tecnologia SafeDC™ abbassa automaticamente la tensione in caso di manutenzione o emergenze, permettendo l’accesso in condizioni protette a tecnici e vigili del fuoco.
La combinazione tra incentivi regionali, tecnologie innovative e soluzioni ingegneristiche specifiche può infatti rendere più agevole la transizione verso sistemi agricoli autoproduttivi e resilienti.